giovedì 28 gennaio 2016

Italy. Campania. Beni Culturali. Foto di Luigi Cirillo. Album: 22.12.2015.


Cirillo. Foto di Luigi Cirillo. Album: 22.12.2015

https://www.facebook.com/groups/926339024097442/
BENI CULTURALI - GRUPPO
Ideatore fondatore coordinatore: Giovanni Pititto


Vengono presentate, in forma di catalogo, le foto di Luigi Cirillo. 

Ambito tematico di questo catalogo: Italy. Campania. 

Beni Culturali. Tipologia: Beni immobili ed immobili per destinazione. 

Ulteriori cataloghi seguiranno. 

Si ringrazia Luigi Cirillo per la cortese autorizzazione.

Aggiornato circa un mese fa



Capua (CE). La casa di Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta...Foto di Luigi Cirillo.
Capua (CE). La casa di Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta...Foto di Luigi Cirillo.
 Capua (CE). La casa di Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta...Foto di Luigi Cirillo.
 Capua (CE). La casa di Ettore Fieramosca, l'eroe della disfida di Barletta...Foto di Luigi Cirillo.
Capua (CE). Edificio della Gran Guardia.Costruito nel 
1608-1611; ospitava il corpo di guardia addetto al servizio del vicino Palazzo del 

Governatore. Foto di Luigi Cirillo.
Carditello. Chiesetta ridotta allo stato di rudere. Foto di Luigi Cirillo.
Carditello. Chiesetta ridotta allo stato di rudere. Foto di Luigi Cirillo.
 Carditello. Chiesetta ridotta allo stato di rudere. Foto di Luigi Cirillo.
 Carditello. Chiesetta ridotta allo stato di rudere. Foto di Luigi Cirillo.
Verso Carditello... Foto di Luigi Cirillo.
Carditello. Lavori in corso... Foto di Luigi Cirillo.
Carditello. La scala con un trofeo di caccia e, in alto, il giglio borbonico... Foto di Luigi Cirillo.
Carditello. Lavori in corso... Foto di Luigi Cirillo.
Caserta. La suggestiva Chiesa detta di Sant'Agostino. Foto di Luigi Cirillo. 
- Contiene un piccolo campionario della grande pittura napoletana del 700. Per i lavori di rifacimento diede il suo contributo Luigi Vanvitelli....
"La chiesa di S. Agostino (questo è il titolo canonico) conserva la memoria del culto a S. Sebastiano, tra i più antichi a Caserta, peculiare della parte in piano tanto che al nome del villaggio Torre fu affiancato quello del Santo martire. Questo perché, dall’incendio che ne distrusse la chiesa nel 1783, la sede della parrocchia fu prima presso la chiesa dei Carmelitani (già AGP), e dal 1822 presso la chiesa del Redentore e dal 1930 nel sito attuale. La presenza degli Agostiniani in Caserta è attestata già dal sec. XIII: Carlo II concesso loro un privilegio per il commercio dei grani. Il convento, perché spopolato, fu soppresso da Innocenzo X nel 1652. In esso subentrarono le Domenicane, sfruttando una donazione di Andrea Matteo d’Acquaviva per l’istituzione di un Conservatorio per fanciulle indigenti, ma il convento vero e proprio sorse solo nel 1712 per l’opera di due nobildonne di Acerra e Marcianise. Non è chiaro se il sito attuale sia quello del convento medievale. La collocazione baricentrica rispetto all’impianto urbanistico e viario dei borghi casertani nel piano lasciano ipotizzare la continuità nello stesso luogo per l’insediamento religioso. La chiesa attuale fu edificata sulla precedente, probabilmente del sec. XV. Non è noto l’anno né l’artefice del rifacimento settecentesco perché la bibliografia non è concorde sull’attribuzione al Vanvitelli o qualche suo collaboratore (Patturelli o Bernasconi). In verità nel 1753 le Monache supplicarono il sovrano Carlo di Borbone (per il tramite del Ministro Tanucci) di interessare il Vanvitelli, il quale, secondo gli studi più recenti, pare si limitasse a fornire una perizia per il tetto. Carlo infatti, per non intralciare il cantiere della nascente Reggia, dirottò l’incombenza sulle maestranze impegnate nella ristrutturazione del Palazzo Vecchio. I lavori furono così eseguiti dal Negroni (1756). Ad una successiva richiesta delle Monache, nel 1767/68, Collecini e Patturelli produssero una nuova stima degli interventi. Comunque sia, la chiesa è perfettamente inserita nella temperie culturale classica importata da Luigi Vanvitelli da Roma, sia per il semplice esterno (realizzato nel 1843/46) che per il composto, ma articolato interno, che pare intervenuto solo a movimentare l’antica aula unica agostiniana. Nell’atrio infatti sopravvivono due affreschi dei primi del sec. XVII (S. Antonio Abate a sin, Madonna delle Grazie a dex) e, nei vani sinistri della navata anche degli affreschi della metà del sec. XVI (Maria Maddalena), ancora da indagare e da riportare alla luce. Gli ovali della navata, raffigurano (da sin) S. Teresa (A. Dominici), S. Rosa (P. Bardellino), S. Caterina (G. Diano) ed una santa Carmelitana (D. Mondo), tutti della fine del '700. All’altare sinistro Santi Anna e Gioacchino, con la Vergine bambina e i Santi Rocco, Michele ed Antonio Abate di Diano, all’altare destro Madonna del Rosario e i santi Domenicani di Girolamo Starace Franchis. L’altare maggiore è della seconda metà dell’Ottocento." (Testo: Pietro Di Lorenzo, ...)

Caserta Vecchia. La suggestiva Chiesetta di San Rocco. Foto di Luigi Cirillo.
 Caserta. Onofrio Buccini, scultore (n. Marcianise, 1825-1896), Monumento a Luigi Vanvitelli. Foto di Luigi Cirillo.
Caserta, Confraternita di S. Giovanni Battista. La Maddalena, gruppo statuario ottocentesco. Foto di Luigi Cirillo.
Caserta, Confraternita di S. Giovanni Battista. L'Incredulità di San Tommaso, gruppo statuario ottocentesco. Foto di Luigi Cirillo.
Caserta. Chiesa di San Pietro ad Montes. Apparteneva a un'antico monastero benedettino dell'anno 1100. Foto di Luigi Cirillo.
Caserta. Chiesa di San Pietro ad Montes. Foto di Luigi Cirillo.  Caserta. Chiesa di San Pietro ad Montes. Foto di Luigi Cirillo. 
Marcianise (CE). Fontana dei Delfini. 
Raffigurazione di Ferdinando IV di Borbone e di Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. La fontana fu eseguita (1794) su progetto di Gaetano Barba e fu inaugurata in occasione della concessione 
dell'acqua potabile alla città, da parte appunto dei sovrani borbonici. Foto di Luigi Cirillo. 
Recale (CE). Immagini di Villa Porfidia. 
In questa Villa sono stati ospitati nobili e sovrani...Foto di Luigi Cirillo. 
 Recale (CE). Immagini di Villa Porfidia. Foto di Luigi Cirillo. 
Recale (CE). Immagini di Villa Porfidia. Foto di Luigi Cirillo. 
Recale (CE). Immagini di Villa Porfidia. Foto di Luigi Cirillo. 
Sant'Agata dei Goti (BN). Piazza Umberto I. Monumento a Sant'Alfonso Maria dei Liguori, vescovo della città dal 1762 al 1775. Foto di Luigi Cirillo. 
 Sant'Angelo in Formis, Capua (CE), Basilica. Foto di Luigi Cirillo. 
 Sant'Angelo in Formis, Capua (CE). 
Cimitero dei Garibaldini. L'ossario si trova sotto al monumento ai Caduti garibaldini, nella Villa Comunale di Santa Maria Capua Vetere. 
Questo cimitero contiene un numero limitato di loculi. Foto di Luigi Cirillo. 
 Sant'Angelo in Formis, Capua (CE). Cimitero dei Garibaldini. Foto di Luigi Cirillo. 
  Sant'Angelo in Formis, Capua (CE). Cimitero dei Garibaldini. Foto di Luigi Cirillo. 
 Santa Maria Capua Vetere (CE). L'Anfiteatro Campano...Da qui il gladiatore Spartaco guidò nel 73 a.C. la rivolta che per due anni tenne sotto scacco Roma negli anni immediatamente precedenti il primo triumvirato. Foto di Luigi Cirillo. 
Vico Equense. Il castello Giusso di Vico Equense (NA). Foto di Luigi Cirillo. - Particolari del castello, della volta della Cappella Palatina e di un salone. La lapide in ricordo del grande giurista e filosofo Gaetano Filangieri che trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio in questo castello...
Dal web: "La tradizione vuole che il castello fosse stato edificato da Carlo II d’Angiò, con lo scopo sia di difendere il piccolo borgo di Vico Equense, sia di utilizzarlo come residenza estiva; tuttavia l’ipotesi più accreditata è che il maniero sia stato costruito dal feudatario Sparano di Bari, secondo le forme militari dell’epoca, con alloggi per soldati, magazzini per i viveri e depositi per munizioni, ottenendo anche un finanziamento dal re angioino: il complesso fu costruito tra il 1284 ed il 1289. Con il passare degli anni appartenne a Gabriele Curiale, paggio della corona d’Aragona, a Ferrante Carafa, feudatario del paese nel 1568 e a Matteo Di Capua, appartenente alla famiglia dei Ravaschieri, i quale furono feudatari di Vico Equense dal 1629 al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte abolì i feudi; divenne quindi residenza estiva della famiglia reale. Dopo un breve periodo nelle mani di Nicola Amalfi, fu di proprietà della famiglia Giusso, che lo acquistò per una somma di quattrocentomila ducati, dal 1822 al 1934, quando fu ceduto alla Compagnia di Gesù, i quali a loro volta lo vendettero a privati nel 1970.
Della sua fisionomia originale rimane ben poco, solo parte della cinta muraria ed una terrazza sul mare: nel XV secolo furono costruite tre torri, di cui una chiamata Torre Mastra, un ponte e un fossato; nel secolo successivo due torri furono abbattute per far posto al palazzo baronale. Semidistrutto dall’invasione gotica e notevolmente provato da numerose incursioni pirata, fu in parte ricostruito nel 1604; nel XVII secolo furono eseguiti numerosi lavori di restauro che trasformarono il castello in una residenza signorile: furono infatti sistemati i giardini, adornati con grotte, giochi d’acqua e piante secolari, furono impreziositi gli interni e furono create alcune sale per ospitare la collezione d’arte, andata poi perduta, di Matteo Di Capua. In seguito, Luigi Giusso, e poi il figlio Girolamo, ristrutturano notevolmente l’edificio, donandogli la caratteristica colorazione rosa salmone ed affrescando i saloni come quello delle Armi e quello dei Ventagli, oltre alla piccola cappella privata, dedicata a Santa Maria della Stella, la quale si trovava sullo stesso luogo in cui sorgeva una chiesa, retta dai monaci benedettini, abbattuta per far posto al castello. All’interno del castello morì il 21 luglio 1788 il giurista napoletano Gaetano Filangieri, convinto che l’aria del posto avrebbe giovato alla sua salute cagionevole."
Vico Equense. Il castello Giusso di Vico Equense (NA). Foto di Luigi Cirillo. 
Vico Equense. Il castello Giusso di Vico Equense (NA). Foto di Luigi Cirillo.
  Vico Equense. Il castello Giusso di Vico Equense (NA). Foto di Luigi Cirillo. 
Vico Equense. Il castello Giusso di Vico Equense (NA). Foto di Luigi Cirillo. 









mercoledì 27 gennaio 2016

Romania. Arte Chiesa Ortodossa. Abbazie, monasteri e cicli pittorici.

Arte Chiesa Ortodossa

Abbazie, monasteri e cicli pittorici


Luoghi

01. Manastirea Arbore. 
03. Manastirea Humor, XVI siecle. 
05. Manastirea Moldovita. 
07. Manastirea Neamt, XV siecle. 
09. Manastirea Voronet, XV siecle. 
13.Manastirea Sucevita, XVI siecle. 


01. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Arbore. 

Biserica ARBORE - com Arbore - Suceava - UNESCO

Descriere:

Biserica "Tăierea Capului Sfântului Ioan Botezătorul" din Arbore (cunoscută și ca Biserica Arbore, deși nu este singura biserică din localitate) este o biserică ortodoxă construită în anul 1502 în satul Arbore din comuna omonimă (județul Suceava) de către hatmanul Luca Arbore, și are hramul Tăierea Capului Sfântului Ioan Botezătorul (sărbătorit în fiecare an pe 29 august). Arbore a fost unul dintre boierii cei mai importanţi de la curtea lui Ştefan cel Mare, Bogdan al III-lea şi Ştefăniţă Vodă. Diferenţe politice l-au separat pe Arbore de Ştefăniţă Vodă, şi-a pierdut poziţia de hatman şi de portar al Sucevei, iar în 1523 a fost decapitat.

Situată la 35 km de Suceava şi cam tot la fel de Gura Humorului, biserica este declarată monument istoric UNESCO în anul 1993, pentru vechimea sa şi pentru frumoasele picturi exterioare şi interioare . Este una dintre puţinele - dacă nu cumva singura - biserică  în care se află chipul pictat al hatmanului Luca Arbore, boier din timpul domniei lui Ștefan cel Mare, și în același timp, portar al Sucevei aproape 40 de ani, începând din 1486. 

În anul 1541, la iniţiativa Anei, sora boierului Arbore, pictorul Dragoș Coman, din Iași realizează prețioasa pictură a bisericii, la 38 de ani de la construcția acesteia. Grație acestei picturi, biserica Arbore ocupă, în prezent, un  loc de cinste alături de mănăstirile de la Humor, Moldovița, Pătrăuți, Probota, Suceava ("Sf. Ioan cel Nou") și Voroneț pe lista patrimoniului cultural, în grupul Bisericile pictate din nordul Moldovei.

În mod deosebit, impresionează la pictura bisericii calitatea ei decorativă, coloritul cald şi luminos, ritmul şi eleganţa siluetelor. Frescele interioare sunt remarcabile prin arta portretului: tablourile votive din pronaos şi din naos, înfăţişându-l pe ctitor cu familia sa în două ipostaze, portretul Fecioarei Maria, al împăratului Constantin cel Mare. Din păcate însă, această valoroasă pictură a fost serios afectată în secolele XVII-XVIII, când edificiul a rămas fără acoperiş.

Pictura exterioară are scene cu multe personaje în continuă mişcare, reprezentate în culori vii, armonioase. Pentru fond, pe lângă verdele întunecat, pictorul a folosit şi albastrul de Voroneţ, utilizat în epoca respectivă de meşterii zugravi.

Din mobilierul paraclisului de atunci nu s-a păstrat mare lucru, dar există chivotul de mormânt al ctitorului mănăstirii, hatmanul Luca Arbore. Situat în pronaos, chivotul este considerat cel mai valoros însemn funerar de stil gotic din Bucovina.

Pe lângă biserică, mai există și Turnul clopotniță - datând din 1867, iar mai jos de mănăstire, la 50 m, se află vestigiile curţilor boierului Arbore, ce au rămas însă doar ca nişte urme a ceea ce au reprezentat cândva. 

Din punct de vedere arhitectural, biserica, împreună cu cele de la Dobrovăţ şi Reuseni, face parte din grupul bisericilor care marchează sfârşitul domniei lui Ştefan cel Mare. 

Contact:
Adresa: DN2K 732, Loc.Arbore, 727015, județul Suceava 
Tel.:     +40 740 154 213 (Mobil)

01. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Arbore. 
Biserica ARBORE - com Arbore - Suceava - UNESCO


Descrizione 
(Traduzione Google...quel che sarà... // Se qualcuno volesse segnalarci una migliore traduzione... grazie):

Chiesa "Decollazione di San Giovanni Battista" dall'albero (nota anche come chiesa di Arbore, anche se non l'unica chiesa nel villaggio) è una chiesa ortodossa costruita nel 1502 nel villaggio di Arbore comune omonima (Suceava) da Hetman Luca Arbore, e è dedicata alla Decollazione di San Giovanni Battista (celebrata ogni anno il 29 agosto). 
Luca Arbore è stato uno dei più importanti nobili alla corte di Stefano il Grande, Bogdan III e Stefan Voda. Le differenze politiche lo separava dal albero di Stefan Voda, ha perso il suo hetman e il portiere di Suceava e nel 1523 fu decapitato.

Situato a 35 km da Suceava e circa lo stesso di Gura Humour, la chiesa è un monumento UNESCO nel 1993 per la sua età e le belle pitture esterne ed interne. E 'uno dei pochi - se non solo - la chiesa è dipinta l'immagine di hetman Luca Arbore, un nobile del regno di Stefano il Grande, e mentre il portiere di Suceava quasi 40 anni da quando 1486. 

Nel 1541, su iniziativa di Anna, sorella Squire Albero pittore Dragos Coman di Iasi fatto prezioso dipinto della chiesa, 38 anni dopo la sua costruzione. Grazie ai dipinti, la chiesa Albero occupa attualmente un posto d'onore accanto ai monasteri di Humour, Moldova, Patrauti, Probota, Suceava ( "San Giovanni Nuovo") e Voroneţ lista del patrimonio culturale, il gruppo chiese di dipinti nord della Moldavia.

Particolarmente impressionante nella sua pittura decorativa qualità della chiesa, i colori caldi e luminosi, il ritmo e sagome eleganti. Gli affreschi sono notevoli ritratto di arte: dipinti votivi nel nartece e la navata, raffigurante il fondatore con la sua famiglia in due casi, il ritratto della Vergine Maria, l'imperatore Costantino il Grande. Purtroppo, questo dipinto prezioso fu gravemente danneggiato nei secoli XVII e XVIII, quando l'edificio è rimasto senza tetto.

Le pitture esterne: scene con molti personaggi in continuo movimento, rappresentati in colori vivaci armoniosi. Per sfondo, oltre al verde scuro, e pittore blu usata Voroneţ utilizzato in epoca di pittori artigiani.

Dal momento che la cappella dei nobili non è stato conservato molto, ma c'è l'arca della tomba del fondatore del monastero, il hetman Luca Arbore. Situato nel nartece, l'arca è considerato il più prezioso appoggio gotico Bucovina funerale.

Oltre alla chiesa, ci sono campanile - che risale al 1867 e sotto il monastero, a 50 m, sono vestigia Arbore scudiero tribunali, che sono rimaste solo tracce di quello che una volta erano. 

Dal punto di vista architettonico, la chiesa, insieme al Dobrovat e Reuseni, è parte della chiesa che segna la fine del regno di Stefano il Grande. 

Contatto:
Indirizzo: 732 DN2K, Loc.Arbore, 727 015, Suceava County 

Tel.: +40 740 154 213 (Mobile)




02. Arte. Chiesa ortodossa. Dio e schiere eletti. 


03. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Humor, XVI siecle. 




04. Arte. Chiesa ortodossa. Echelle des vertus. 
05. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Moldovita. 


06. Arte. Chiesa ortodossa. Mère de Dieu Glorieuse.  
07. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Neamt, XV siecle. 
08. Arte. Chiesa ortodossa. Natività. 
09. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Voronet, XV siecle. 
10. Arte. Chiesa ortodossa. Descente du Saint Esprit. 
11. Arte. Chiesa ortodossa. Angelo. 
12. Arte. Chiesa ortodossa. Madonna e Bambino. 
13. Arte. Chiesa ortodossa. Manastirea Sucevita, XVI siecle. 
14. Arte. Chiesa ortodossa. Madonna e Bambino affiancati da angeli. 





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sabato 28 marzo 2015

Italy. Veneto. Venezia, Tesoro di San Marco.

Paesaggi dell'Anima. 
Viaggiare. 
Dentro. Fuori.

Venezia, Tesoro di San Marco
(Foto di Giovanni Pititto, da vecchi stampati)



Venezia, Tesoro di San Marco.
  Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
 Venezia, Tesoro di San Marco.
Venezia, Tesoro di San Marco.




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Progetto Parzifal

Dolci Presenze del Viandante seguono l'Ombra in questo Silenzio popolato di Assenza.

Viaggiare. Dentro. Fuori.

Occhi. Lago di Nuvole.